Massena al Baraccone di Rio Freddo
Dopo la ritirata del 28 aprile 1794 le truppe sarde si attestarono sulle cime intorno al Colle di Tenda.
Il presidio dei colli Perla e Boaria era affidato al colonnello Bellegarde. Questi posizionò il reggimento provinciale Tortona, il 2° battaglione Cacciatori e i carabinieri-cacciatori del conte di Canale tra il Baraccone di Rio Freddo e Cime du Coin.
Il 7 maggio una colonna francese di 2.000 uomini al comando di Massena risalì il la valle di Morignole e raggiunse il Baraccone di Rio Freddo da cui attaccò i colli Perla e Boaria.
Cosa dice il metal detector
Dal paese di Morignole prendiamo la strada sterrata che ci condurrà sino a Castel Tournou da dove parte il sentiero che ci condurrà in fondo al Vallòn du Refrei.
Lasciata la macchina, subito prima della sbarra che blocca l’ accesso al Vallone di Rio Freddo, in circa 45 minuti arriviamo a Castel Tournou, un torrione roccioso che domina il vallone nelle cui viscere furono ricavate nel 1940, scavando nella roccia, le casematte dell’ Opera 243.
Si tratta di un opera mai completata e mai utilizzata in quanto la Francia il 25 giugno 1940 si arrese alle forze dell’ Asse e non costituì più una minaccia per i nostri confini.
Da qui imbocchiamo il sentiero che ci condurrà sino alla borgata di Réfrei ( Rio Freddo ).
Il sentiero tutto sommato è abbastanza agevole e arriviamo alle case dopo circa 1,5 km. E’ importante sottolineare che questa borgata era segnalata sulle carte almeno già nel XVIII secolo.
Percorriamo ancora circa un 1,5 km. e dopo aver aver incontrato le Granges de Pouchin ( Rio Freddo Soprano ) arriviamo nei pressi della zona che sulle cartine è indicata con il nome di Baracon (Baraccone).
Qui sorgevano nel XVIII secolo alcuni ricoveri militari costruiti per ospitare i presidi del Col des Seigneurs ( Colle dei Signori ) e del Col de la Celle Vieille ( Colle Selle Vecchie ).
Dopo una piccola pausa ( quasi due ore e mezza di cammino ) montiamo i metal detector e cominciamo a risalire lungo la dorsale che conduce verso Cime du Coin.
Numerose le tracce di muri sul terreno. Alcune sono sicuramente riferibili ai ricoveri del XVIII secolo.
Presso una di questi ricoveri rinveniamo, oltre a numerosissime palle e sfridi di piombo, bottoni e fibbie.
In particolare rinveniamo alcuni bottoni francesi appartenenti alla 51e e alla 52e demi brigade francese.
Questo conferma il passaggio delle truppe francesi di Massena.
Sempre nei pressi di uno di questi ricoveri troviamo il cane, lungo appena 4,5 cm., di una pistola ad avancarica.
Continuiamo a salire lungo il crinale verso la Cime du Coin.
Nella colletta alla destra della Vacherie de Valmaurina (Gias di Vermaurina) rinveniamo alcuni bottoni sia francesi che piemontesi riferibili ai fatti del 1794.
Di fronte a noi il Col de la Perle e il Col de la Boaira teatro degli scontri del 7 maggio 1794.
Abbiamo rinvenuto anche alcuni bottoni appartenuti a truppe che hanno presidiato la zona negli anni successivi.
Ad esempio un bottone piemontese risalente al massimo al 1833.
Un bottone francese rinvenuto nella stessa zona è da attribuire a truppe regolari della Repubblica Romana ( 1798-1799 ).
Un ringraziamento particolare ad Alessio ( Pogo ) per l’ identificazione.
Decidiamo di rientrare mantenendoci a mezza costa e raggiungere le case di Camp Boaira ( Campo Boario ).
Gli ultimi ritrovamenti nei piani al di sotto della Vacherie de Valmaurina. Poi più nessuna traccia di sino a Camp Boaira.
Da qui scendendo lungo un sentiero quasi introvabile ritorniamo sul sentiero fatto all’ andata e torniamo verso la macchina.
Complessivamente 9 ore e circa 15 chilometri di cammino!
Una giornata splendida che ha confermato il passaggio delle truppe francese al Baraccone.
Tuttavia le relativamente poco numerose tracce piemontesi sollevano dubbi sulla permanenza per svariato tempo di numerosi soldati nella zona.
Secondo alcuni autori, dopo la ritirata da Briga, dovevano trovarsi qui posizionati il reggimento provinciale Tortona, il 2° battaglione Cacciatori e i carabinieri-cacciatori del conte di Canale.
La permanenza di centinaia di uomini, inoltre la zona era già presidiata precedentemente, avrebbe dovuto lasciare molte più tracce di quelle rinvenute.
E’ anche possibile che le tracce francesi siano attribuibili non ai fatti del maggio 1794 ma alla successiva occupazione francese.
Infatti nel 1795 i francesi comandati dal generale Barquier si trovavano in un campo sulla vicina Cima del Vescovo con un’ avanguardia al Baraccone di Rio Freddo.
E MI RACCOMANDO RICORDATEVI DI.…TAPPARE I BUCHI!!!
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