D' Ortoman contro il Beoulet
Alla vigilia dell' 8 giugno 1793 ( battaglia dell' Authion ) l' ala sinistra dello schieramento sardo comprendeva il Le Beoulet e Albarea sui quali era stanziato un battaglione di cacciatori comandato da Luserna di Campiglione.
Queste due alture sovrastano il Col de Brouis che , insieme all' Authion, era uno dei punti più importanti dello schieramento sardo. Occuparle avrebbe significato per i francesi mettere in crisi l' ala sinistra sarda il cui centro era appunto il Col de Brouis.
L' 8 giugno, dopo aver occupato prima la dorsale delle Liniéras e Col Froid e poi il Col de Perus, le truppe del generale Dumerbion attaccarono il Le Béolet.
Nel frattempo altre due colonne francesi comandate da Masséna e d' Ortoman assalivano una il monte Mangiabò e l' altra, prendendolo alle spalle, il Le Béolet.
I francesi riuscirono nell' attacco e occuparono entrambe le posizioni costringendo i sardi ad evacuare il Col de Brouis.
L’ occupazione del Le Beoulet si protrasse per diversi mesi e impegnò un numero elevato di soldati come testimoniato da alcuni documenti:
Cosa dice il metal detector
PRIMA USCITA
Lasciata la macchina al Col de Brouis imbocco un sentiero che conduce alla Baisse de Levens in circa 30'.
Una volta arrivato nella Baisse accendo il metal detector per una prima tocca. Dopo aver scavato una decina di bossoli e altri oggetti riferiti all' ultimo conflitto decido di spegnere e continuare la salita.
Prendo una piccola deviazione a destra, segnalata sulla carta IGN, che mi condurrà su un piccolo poggio sovrastante il bosco d' Albarea dove presumo si trovasse parte del battaglione sardo di cacciatori.
Evidenti sull' estremita sovrastante il Col de Brouis i resti di fortificazioni militari.
Direi sicuramente riconducibili a quegli anni.
La presenza del passaggio di altri detectoristi è segnalata da numerosi buchi lasciati aperti.
Accendo il metal per verificare la presenza di palle o altro. Anche qui numerose scheggie e bossoli della seconda guerra ma nessun segnale che confermi la permanenza sul poggio di truppe sarde nel 1793.
Il posto è relativamente piccolo ed è probabile che i pochi soldati che lo occupavano al momento dell' attacco sul Le Beoulet si videro costretti a ripiegare sul Col de Brouis.
Riprendo il sentiero e ritorno verso la Baisse de Levens da cui imbocco il sentiero che mi condurra sul Le Beoulet.
In circa 45' mi trovo su un piano a poche centinaia di metri dalla cima.
La vista sul Col de Brouis è meravigliosa e fa comprendere perchè la perdita di questo posto, unita a quella del monte Mangiabò, costrinse i sardi a ripiegare oltre il Maglia.
Percorro gli ultimi metri che mi separano dalla cima con il metal detector acceso. Solamente nell' ultimo tratto comincio a rinvenire palle e sfridi di piombo.
Poco sotto la cima una trincea rivolta verso il Col de Brouis mi da il benvenuto. Le palle rinvenute unitamente ai soliti bossoli dell' ultima guerra sembrano confermare la contestualità dell' opera a quegli anni e un suo riutilizzo nei secoli successivi.
Sopra la trincea sono molto evidenti i segni lasciati da altri detectoristi.
I buchi nel terreno sono numerosissimi e a pochi centimetri di distanza l' uno dall' altro. Purtroppo quasi tutti lasciati aperti.
Il colle è attraversato nella bella stagione da numerosi escursionisti e quindi l' immagine che diamo di noi, con questi comportamenti, non è delle migliori.
Proprio sulla cima rinvengo nello stessa buca numerose palle di piombo che si trovavano probabilmente in una giberna persa o abbandonata. Il rinvenimento nella stessa buca di un bottone per l' asola della giberna e una fibbietta in ferro pare confermare questa ipotesi.
Sono ancora visibili alcuni "catini" delle tende. Questi sono sicuramente riconducibili a quel periodo.
Tra le numerose palle e fusioni di piombo rinvengo anche alcuni bottoni e bottoncini lisci quasi sicuramente appartenenti alle milizie sarde.
Diverse le monetine rinvenute tutte piemontesi salvo una francese del 1784 di Luigi XVI.
Nei pressi della trincea che taglia la cima del monte trovo un cane del fucile mod. 1777. Un'altra conferma dell’ occupazione della cima da parte delle truppe francesi.
Il tempo purtroppo sembra non promettere nulla di buono. Decido di spostarmi più a ovest per avere una visione più chiara di tutta la cima del Le Beolet.
La parte centrale del monte presenta un pianoro molto vasto. Probabilmente il terreno è stato pesantemente manomesso dai militari nei secoli successivi. A confermarlo il rinvenimento di numerosissimi residuati bellici alcuni ben visibili sul terreno. Numerosi ad esempio i coperchi in ferro per obice.
Sul versante ovest, verso il monte Mangiabò, sono visibili i resti di numerose trincee. E difficile dire se tutte o solamente alcune siano riferibili ai fatti del 1793.
Nei punti dove il terreno sembra essere stato meno manomesso rinvengo alcune palle oltre alle solite fusioni. In una delle trincee rinvengo anche un paio di copri pietra focaia in piombo e un bottoncino francese con il numero 50.
Tra gli altri rinvenimenti, non pertinenti ai fatti di quell' 8 giugno, due bottoni appartenuti a membri degli Chasseurs Alpins ( grazie a Pogo per l' identificazione).
Questo corpo, costituito nel 1888, era formato da 12 battaglioni.
Molto interessante questo sito francese per chi volesse approfondire l' argomento:
http://www.alpins.fr/chasseurs_alpins.html
Il cielo purtroppo è diventato scuro e sono lontano quasi 2 ore dalla macchina.
Decido quindi di rientrare con il rammarico di non aver potuto visitare il monte Mangiabò.
Sarà lui l' oggetto di un prossimo "viaggio nella storia".
USCITE SUCCESSIVE
Sono ritornato sul Le Beolet con alcuni amici. Ecco le foto dei ritrovamenti tutti pertinenti al periodo di occupazione francese:
Un cane da fucile
Bottone dei volontari del District de Montpellier
Un bel bottone con il numero 64
MI RACCOMANDO............TAPPARE I BUCHI!!
Mappe
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