"L' avamposto della Ghiardola"
Il 14 settembre del 1794 i francesi attaccarono Vinadio, nella Valle Stura, muovendosi su tre colonne. Una di queste, circa 600 uomini, si diresse su Sambuco che era difesa da un battaglione di 400 uomini con un avamposto alla Ghiardola.
I piemontesi, dopo aver perso oltre 100 uomini, dovettero ritirarsi sul monte Nibios lasciando Sambuco e la Ghiardola nelle mani dei repubblicani.
Scrive F. Pinelli nella sua Storia Militare del Piemonte : "la Ghiardola e Sambuco, che vennero orrendamente saccheggiati dal nemico".
Cosa dice il metal detector
Pur esistendo una strada sterrata che conduce sino alla borgata Chiardoletta ( S. Anna ) ho preferito cominciare questo "viaggio nel tempo" utilizzando lo stretto sentiero che parte dal paese di Sambuco ( quota 1.165 mt. ).
Lungo il percorso che conduce a questa graziosa borgata ho rinvenuto un ditale femminile aperto ed alcune monetine del XVIII secolo.
Dalla Chiardouleta ( Chiardoletta ) si dipartono diversi sentieri. Uno di questi conduce in circa 30’ alla borgata La Chiardouola Grant ( La Chiardola Grande ).
Lungo questa ultima parte del tragitto malgrado le numerose tocche nei piani ai lati del sentiero non ho rinvenuto altro che pezzi di piombo di difficile attribuzione. Superato uno sperone roccioso, alla cui sinistra si trova una piccola cappella, mi trovo su un ampio spazio erboso in fondo al quale, nascosti tra gli alberi, intravedo i ruderi della Chiardola ( quota 1.610 mt. ).
Il colle Cialdoletta alle spalle della borgata presenta, come ben visibile nella foto, numerosi terrazzamenti fatti dai suoi abitanti. La borgata ancora abitata nel XIX secolo, come testimonia una data su uno dei muri in rovina, è stata abbandonata successivamente.
Pochi gli oggetti rinvenuti nei piani sotto la cappella e intorno alla borgata. Le sicuramente numerose valanghe, forse una delle cause dell’ abbandono da parte degli abitanti, hanno negli anni alterato la stratigrafia del terreno accumulando materiali che impediscono al metal detector di rilevare gli oggetti che si trovavano nell’ unità stratigrafica preesistente. Anche i lavori agricoli effettuati hanno sicuramente ulteriormente stravolto la stratigrafia della zona.
Mi sono allora spostato nella zona a monte della piccola cappella. Il terreno appare compatto e meno manomesso. Il ritrovamento di alcune palle e copri pietra focaia pare confermare quanto accaduto nel settembre 1794.
Continuo a salire e mi trovo in un ampio terrazzamento, in larga parte naturale, che potrebbe essere il posto ideale per un campo militare. Non sono tuttavia presenti tracce di fortificazioni o attendamenti.
Su questo piano rinvengo tuttavia numerosi bottoni militari e monete del XIX secolo oltre a altre palle non deformate e quindi "perse". I fucili ad avancarica sono stati usati ancora per parecchio tempo nel XIX secolo. Tutto sembra confermare la presenza di truppe in questo luogo. Purtroppo non si trattava dei soldati repubblicani o piemontesi del 1794.
Comunque la presenza di militari, anche qualche decennio dopo, sottolinea l’ importanza strategica del luogo.
Non dimentichiamo che, memori dei fatti del secolo precedente, nel XIX secolo i Savoia fortificarono e presidiarono tutte quelle zone che erano state e potevano ancora essere "bersaglio" dei francesi ( ad esempio il vicino Forte Albertino a Vinadio ).
Tra gli altri rinvenimenti alcune monetine del XVIII-XVII secolo, un paio di ditali e alcune fibbiette anche loro dello stesso periodo. Probabilmente attribuibili agli abitanti della borgata.
Solamente un bottoncino, rinvenuto insieme ad una fibbietta e a un anellino d’ argento di una tipologia frequentemente rinvenibile in contesti militari di fine ‘700, mi fa sperare di aver trovato almeno una traccia dei fatti del 1794.
Si tratta della copia di un bottone fatta dallo stesso soldato in stagno/piombo. Sullo stesso veniva poi utilizzato a mò di sigillo un bottone originale. Infatti il numero 40 impresso sul bottone si presenta rovesciato.
Purtroppo l' amico Pogo, profondo conoscitore di bottoni, mi ha confermato l’ origine francese del bottone ma ha sottolineato che secondo lui la fattura dovrebbe essere imperiale e quindi posteriore ai fatti di quel 14 settembre.
Ho continuato la salita e sono arrivato sul Colle Cialdoletta ( quota 1810 mt. ). La vista sulla vallata è splendida. Alle mie spalle il Monte Nebius dove trovarono rifugio i piemontesi che si ritirarono dalla Chiardola. I pochi segnali rilevati dal metal detector si rivelano essere tutti bossoli da guerra del XX secolo.
Decido di rientrare lungo il percorso seguito all’ andata. Arrivato alla Chiardoletta mi fermo circa un ora a cercare nei prati intorno a questa graziosa borgata. Purtroppo i suoni scavati si rivelano essere dei rifiuti che i contadini, nel secolo scorso, buttavano nella letamaia e quindi nei campi.
Ed eccomi alla macchina. La giornata, malgrado non abbia rinvenuto tracce certe dello scontro avvenuto tra i piemontesi e le truppe repubblicane, è stata splendida.
Alla prossima!
E MI RACCOMANDO………………TAPPATE I BUCHI!!!
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