I Granatieri Reali sul Colle Arpiola

 

L’ 8 maggio del 1794 malgrado un eroica resistenza nei trinceramenti posti sulla  Cima del Becco rosso il marchese Federico di Bellegarde comandante dei Granatieri Reali ordinò  alle truppe di ritirarsi verso il Colle Arpiola.

 

Ecco cosa scrive Ferdinando Pinelli nella sua Storia Militare del Piemonte:

 

 

Ecco la descrizione che dà il capitano G. Fabry della disposizione delle truppe alleate sul Colle Arpiola:

 

 

Pochi mesi dopo, il 10 agosto, dopo il tentato sfondamento su Borgo San Dalmazzo i francesi ripiegarono verso Limone.

 

Ecco la descrizione del fatto data dal Pinelli:

 

 

Anche questa volta cercheremo di verificare la permanenza di truppe austro–piemontesi e francesi sul Colle Arpiola.

 

Il Colle Arpiola ed il Bric Castea

Cosa dice il metal detector

 

Lasciata la vettura vicino ai Tetti Ziton, ove termina la rotabile asfaltata che sale dal vallone di Sant’ anna, imbocchiamo la strada sterrata alle spalle della borgata.

 

Raggiungiamo una baita isolata dove si trova un bivio. A destra il sentiero conduce sul Monte Vecchio mentre il sentiero di sinistra si dirige verso l’ evidente Bric Castea.

 

In poco tempo raggiungiamo l’ ultima borgata, la Maira Volpigéra, da qui il sentiero prosegue sino a delle sorgenti e dopo una breve ma ripida salita raggiunge la sella erbosa del Colle Arpiola.

 

Accendiamo i metal e cominciamo la ricerca.

 

Proprio intorno alla palina indicativa rinveniamo alcune palle tagliate (pedine o gettoni per qualche gioco?) e un bottoncino francese mod. 1792.

 

Il bottoncino francese mod. 1792

 

Ci dirigiamo verso il pianoro sottostante le rocce del Bric Castea dove presumibilmente si trovavano i Granatieri Reali comandati dal Bellegarde.

 

I due pianori dove si trovavano le truppe

 

Sono chiaramente visibili sul terreno numerosi catini tenda.

 

Il pianoro dove sono presenti i catini delle tende

 

Purtroppo l’ erba molto alta rende difficile la ricerca.

 

Malgrado questo rinveniamo alcune fibbiette. Difficile attribuirle a uno schieramento piuttosto che all’ altro.

 

Le fibbiette trovate nei catini

 

Rinveniamo anche alcuni bottoni lisci piemontesi.

 

I bottoni piemontesi

 

Interessante il passaggio tra le rocce che conduce verso  il Bec Baral.

 

Intorno a esso numerose palle schiacciate sembrerebbero confermare che gli scontri, tra le truppe piemontesi e quelle francesi che le inseguivano, sono continuati sino qui.

 

"aux rochers aigus qui coupent le col"

 

Oltre alle solite palle rinveniamo anche una pietra focaia e una fibbia da bandoliera piemontese.

 

La fibbia piemontese

 

Potrebbe essere interessante in futuro una ricerca lungo la Costa degli Artesin verso il Bec Baral.

 

Provenivano infatti da questa direzione le truppe piemontesi in ritirata dal Colle di Tenda inseguite da quelle francesi.

 

 

La Costa degli Artesin e sullo sfondo il Bec Baral

 

Ci spostiamo a cercare sul pianoro opposto ai piedi del Monte Vecchio dove doveva trovarsi il 5° battaglione di granatieri.

 

Il Monte Vecchio

 

L’ erba qui è veramente molto alta e rendi impossibile la ricerca.

 

Decidiamo quindi di ripiegare sul Monte Vecchio. La salita è ripida e arrivare sulla cima richiede circa quaranta minuti di cammino.

 

Purtroppo la fatica non ci premia. Infatti non troviamo niente che confermi un occupazione militare del monte o comunque movimenti di truppe nel XVIII secolo.

 

La vista è comunque splendida e meritava la passeggiata.

 

La vista sul Colle di Tenda dalla cima del Monte Vecchio

 

A malincuore per non aver potuto cercare nel modo migliore a causa dell’ erba alta ritorniamo verso la macchina con il proposito di tornare a primavera quando l’ erba non sarà di intralcio alla nostra ricerca.

 

 

E RICORDATEVI DI......TAPPARE I BUCHI!!!

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