I trinceramenti di Cima Beccorosso
Dopo lo sfondamento francese su Briga il generale Colli organizzò le sue truppe su una linea difensiva che aveva il suo centro nel Colle di Tenda all’ epoca già attraversato da una strada, forse poco più di un sentiero, che univa Cuneo a Nizza.
Il generale Bellegarde comandava le truppe poste a sinistra e a destra del valico.
Queste le posizioni occupate dai sardi a sinistra del Colle di Tenda:
- Monte Bertrand
- Monte delle Carsene
- Col della Boaria
( reggimento provinciale Tortona, 2° battaglione cacciatori )
- Cima del Cun
( cacciatori del conte di Canale )
( reggimento provinciale Tortona, 2° battaglione cacciatori )
- Col della Perla
( reggimento provinciale Tortona, 2° battaglione cacciatori )
- Cima del Becco
( reggimento Piemonte )
- Cima Pepino
( reggimento Asti )
- Cima Beccorosso
( reggimento Asti )
- Cima Tavan
( una compagnia Belgioso e una compagnia granatieri reali )
L’ attacco a queste posizioni ebbe inizio il 7 maggio 1794. Oltre 2.000 uomini comandati da Massena raggiunsero il villaggio di Morignole e quindi il Passo della Crocetta da dove, dopo alcuni scontri con gli austro-sardi, scesero sul Baraccone di Riofreddo ai piedi dei Colli Perla e Boaria.
Mentre gli uomini di Massena attaccavano i colli Perla e Boaria un'altra colonna francese comandata da Pijon dopo aver trascorso la notte presso le grange Pia, anch’ esse nel vallone di Riofreddo, risalì la Val Freggia e attaccò la Cima di Pepino.
In un primo momento le truppe situate nei trinceramenti della Framosa e al Beccorosso riuscirono a respingere l’ attacco portato da Massena e Marquard costringendo i francesi a ripiegare verso il Col della Boaria.
Ma l’ arrivo delle truppe comandate da Pijon rovesciò l’ esito dello scontro e malgrado un ultima eroica resistenza sul Col di Boaria ( paragonata da alcuni a quella di Colla Ardente ) gli austro-sardi dovettero ritirarsi verso Limone seguiti dalle truppe che difendevano il centro e il lato destro della cresta.
I francesi occuparono le posizioni e riposarono una giornata prima di avanzare su Limone.
Parte delle truppe prese posizione sul giogo di Framosa ( l’ampia depressione fra Cima di Pepino e Cima Beccorosso ) riutilizzando probabilmente l’ accampamento utilizzato fino al giorno prima dagli austro-sardi.
Dice F. Pinelli nella sua Storia Militare del Piemonte:
Queste importanti posizioni saranno occupate dai francesi e solamente nel giugno dell’ anno successivo i sardi tenteranno di riconquistarle.
Il 26 giugno 1795 due compagnie di cacciatori e una di truppe leggere supportate da due pezzi da montagna cercarono di occupare la ridotta di Framosa che era presidiata dal 3° battaglione del 3° demi brigade comandata da Rondeau.
Occuparono quindi Il Bric Campanino e, anche con l’ aiuto dei due cannoni , iniziarono a scambiarsi cortesie con le truppe francesi.
La giornate finì con le truppe dei due schieramenti ferme sulle loro posizioni.
L’ indomani il fuoco riprese ma il timore di essere aggirati dai rinforzi francesi in arrivo costrinse i piemontesi ad abbandonare il Bric Campanino.
In questo viaggio nella storia prenderemo in esame l’ attacco francese a Cima Pepino, Cima Becco Rosso, Cima Tavan e Cima Framosa. Gli attacchi portati al Col della Boaria e al Col della Perla saranno oggetto di un altro viaggio.
Cosa dice il metal detector
Lasciata la macchina lungo la via del sale ( la Monesi-Limone ) ci dirigiamo a piedi lungo la strada sterrata che conduce al Forte Taborda.
Giunti nei pressi del forte accendiamo il metal per una rapida perlustrazione.
Come immaginavamo i numerosissimi segnali sono in larga misura riconducibili a schegge di bombe, shrapnel , proiettili e bossoli dell’ ultimo conflitto.
Decidiamo di spostarci più in basso verso la Cima Tavan, occupata all’ epoca da una compagnia Belgioioso e da una compagnia di granatieri reali. Questa cima è stata anche teatro dello scontro con parte delle truppe francesi comandate da Pijon provenienti dalle sottostanti grange Pia.
Oltre alle numerosissime sharpnel, che rendono difficile la ricerca, cominciano a saltare fuori alcune palle schiacciate che sembrerebbero confermare i combattimenti del maggio 1794.
La costiera di Cima Tavan è molto stretta e non sono visibili tracce di fortificazioni o altro.
E’ probabile che le fortificazioni si trovassero dove è l’ attuale Forte Taborda e che i lavori di costruzione del forte nel XIX ne abbiano cancellato ogni traccia .
Ci dirigiamo verso il Vallone di Framosa e di lì saliamo verso Cima Beccorosso.
Davanti a noi Cima Pepin.
Vedere queste cime dal basso ci fa meglio immaginare le difficoltà incontrate dai soldati francesi nell’ attaccare queste posizioni e lo stupore dei sardi che probabilmente le ritenevano inattaccabili.
Lungo il vallone che conduce a Cima Beccorosso non rinveniamo nessuna traccia di passaggio di truppe.
Se alcuni soldati francesi avessero seguito questo percorso, peraltro molto agevole, dovremmo rinvenire numerose palle schiacciate. Infatti i sardi piazzati nei trinceramenti del Becco rosso e su Cima Pepin gli avrebbero avuti sotto il tiro dei loro fucili e dei loro cannoni per tutto il percorso e non avrebbero reso loro facile la vita .
Le prime palle di piombo, alcune schiacciate, cominciamo a trovarle in prossimità del Giogo di Framosa. Ancora evidenti, proprio sotto il sentiero che conduce al Forte Pepin, i segni di numerosi catini tenda.
E proprio nei pressi e dentro questi catini rinveniamo alcuni bottoncini francesi, fibbiette, e numerose fascette per pietre focaie.
Purtroppo anche questa zona è inquinata da residui bellici dell’ ultimo conflitto e il terreno sembra essere stato movimentato probabilmente in occasione dei lavori per la costruzione dei forti.
Intorno ai catini rinveniamo i resti frammentari di numerose pale in ferro e un piccone in buone condizioni. Tutti attrezzi sicuramente utilizzati per realizzare i trinceramenti e gli stessi catini del campo.
Eccola raffigurata in una stampa che raffigura alcuni attrezzi utilizzati nella realizzazione di campi trincerati.
E’ frequente rinvenire nei campi militari del XVIII secolo palle in piombo tagliate. L’ ipotesi più probabile è che venissero utilizzate come pedine o gettoni per qualche gioco.
Oltre ad alcune di queste palle abbiamo rinvenuto alcuni tondelli in piombo dello spessore di una moneta. In questo caso si tratta sicuramente di gettoni che sostituivano le monete vere.
Tra gli oggetti rinvenuti il più curioso è una conchiglia in piombo di difficile identificazione.
Ci dirigiamo verso la Cima Beccorosso.
Sul terreno è ancora visibile un trinceramento sicuramente riconducibile al periodo che stiamo studiando. Sono visibili anche alcune fosse molto grosse, da non confodersi con catini tenda, conseguenza di esplosioni di proiettili di artiglieria o bombe avvenute nel secolo scorso.
Ritorniamo a cercare nei pressi dell’ accampamento e troviamo ancora qualche bottoncino francese mod. 1792.
Troviamo anche un bottoncino, purtroppo in cattive condizioni, del
19° régimente d' infanterie.
Lasciamo l’ accampamento e ci dirigiamo verso Cima Pepin per cercare testimonianze dell’ attacco francese a questa posizione.
Poco sopra il giogo di Framosa e lungo il crinale che conduce verso la cima è ben visibile un pianoro artificiale con i resti di quelle che sicuramente erano fortificazioni. Anche in questo caso il terreno è stato sicuramente movimentato successivamente.
Probabilmente sono state riutilizzate nel XIX secolo come piazzole per i cannoni. Infatti abbiamo rinvenuto numerosi accenditori.
La vista sul Bric Campanino fa ipotizzare che fosse il posto giusto anche il 26 giugno 1795 per contrastare i cannoni sardi che bersagliavano la ridotta Framosa.
Riprendiamo a salire verso Cima Pepin. Lungo il crinale oltre ai soliti bossoli del secolo scorso troviamo diverse palle, diverse schiacciate, che confermerebbero gli scontri avvenuti qui.
Sulla destra del crinale in diversi punti sono ben visibili alcuni avvallamenti artificiali. In questo caso la datazione è difficile. Infatti non rinveniamo altro che palle e niente che lasci ipotizzare si tratti anche in questo caso di catini tenda.
Arrivati sulla cima cominciamo a scendere verso il Forte Pepin. Non rinveniamo più palle in piombo ma solo residui bellici del XIX-XX secolo. Come nel caso del Forte Taborda il terreno è stato troppo movimentato durante la costruzione della fortificazione.
E’ difficile credere che le truppe francesi di Pijon abbiano potuto attaccare Cima Pepin frontalmente o dal lato verso Cima Beccorosso. Le pareti a strapionbo di questi versanti non rendono credibile questa ipotesi.
E’ più probabile che siano risaliti lungo il crinale che conduce verso Cima del Becco o lungo il vallone che separa le due cime. Questo avrebbe loro permesso di prendere la postazione piemonte alle spalle e di fianco.
Utilizzando il sentiero torniamo verso Cima Beccorosso.
La vista sul Colle di Tenda è veramente spettacolare e ci fa ben comprendere l’ importanza militare di queste posizioni in quegli anni.
Torniamo verso il Forte Taborda scendendo lungo il crinale. Numerose le palle in piombo che rinveniamo.
La colonna francese che ha sorpreso i granatieri reali e il reggimento Belgioioso a Cima Tavan deve aver seguito questo percorso per attaccare le truppe del reggimento Asti trincerate a Cima Beccorosso.
Siamo tornati al punto di partenza.
E’ stato un bellissimo viaggio nella storia che ci ha permesso di vedere posti meravigliosi e di confermare almeno in parte i fatti di quel lontano maggio 1794.
E MI RACCOMANDO......TAPPATE I BUCHI!!!
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I vostri contributi
Gli unici contributi che verranno mantenuti sono quelli che forniranno informazioni utili ad approfondire la conoscenza di questa specifica zona.



















lughnasadah (martedì, 26 ottobre 2010 20:37)
Merci!
Boubé Michel (domenica, 24 ottobre 2010 18:57)
le bouton au numéro "19" n'est pas une demi-brigade, mais un bouton du 19e régiment d'infanterie (ex-Flandres)
A cette date, les demi-brigades sont composées d'un bataillon des anciens régiments d'infanterie (bouton à numéro) et de 2 bataillons de volontaires (bouton au faisceau de licteur)