Là.......dove picchia il sole

 

 

Alla fine dell’ inverno quando percorro le nostre vallate cerco sempre di individuare le zone con una migliore esposizione solare. Ovvero quelle zone che usufruiscono di una maggiore "copertura" solare nel corso della giornata.  Fare questo alla fine della stagione invernale, quando gran parte del terreno è ancora coperto dalla neve, rende tutto molto più semplice. Infatti la neve si scioglierà prima nelle zone meglio esposte.

 

Ancora oggi, se dobbiamo costruire o comprare una casa, la scelta del posto sarà determinante. Questo malgrado la tecnologia ci permetta di sopperire a situazioni climatiche non proprio ottimali. Nell’ antichità però era fondamentale per poter sopravvivere. Questo vale non solo per insediamenti e villaggi. Ma anche per fortificazioni, accampamenti, chiese, monasteri o semplici bivacchi sia civili che militari.

 

A un occhio attento non sarà sfuggito come il lato più abitato sia quello con appunto una maggiore "copertura" solare. Ad esempio in Valle Stura la maggior parte dei paesi sorge sulla riva sinistra del torrente Stura mentre in Valle Roya i paesi sorgono prevalentemente sulla riva destra del fiume Roya.

 

Tuttavia in alcuni casi, causa la conformazione del territorio, l’ esposizione potrebbe essere migliore sul versante apparentemente meno ben esposto. Ne è un esempio il villaggio di Saorge, in Valle Roya,  che sorge in una zona con un ottima "copertura" solare pur trovandosi sul lato del fiume apparentemente meno esposto al sole.

 

Saorge - Victor de Cessole

 

Tutto questo non è però sufficiente per le nostre ricerche.

 

Dobbiamo infatti considerare che il clima sul nostro pianeta ha subito molte oscillazioni. Negli ultimi milioni di anni il clima sulla terra ha visto l’ alternarsi di periodi freddi e altri caldi.

 

Questi periodi, sia freddi che caldi, sono a loro volta caratterizzati da un alternanza tra sotto-periodi  freddi e caldi.

 

Da circa 11 mila anni la terra sta attraversando un periodo caldo.  Ad esempio nel X-XI secolo pare che i Vichinghi riuscirono a navigare sino all’ Isola di Terranova, mentre , soltanto un secolo dopo, l’ Europa centrale venne colpita da inverni particolarmente rigidi.

 

Ecco una interessante tabella che illustra l’ andamento della temperatura nell’ emisfero nord negli ultimi 11 mila anni:

 

 

Come si può vedere dal grafico la temperatura ha avuto un minimo alla fine dell’ era glaciale circa 11 mila anni fa e due punte massime circa 6.500 e 4.500 anni fa nell’ Olocene.

 

L’ Olocene, in cui ancora oggi ci troviamo, è l’ epoca geologica più recente. Essa è iniziata circa 11.700 anni fa alla fine dell’ ultima fase glaciale.

 

E’ interessante notare come la civiltà umana viene datata interamente dentro l’ Olocene.

 

Una piccola breve era glaciale vi è stata circa 2.500-3.000 anni fa ed ha probabilmente coinciso con un vasto movimento migratorio dei Celti verso le regioni occidentali del continente europeo.

 

Successivamente la temperatura ha raggiunto valori superiori a quelli attuali 2.000 anni or sono e  900 anni or sono. La prima di queste punte ha coinciso con il periodo di massima espansione dell’ impero romano e la seconda con il basso medioevo quando la coltivazione dell’ uva era estesa a tutta l’ Inghilterra meridionale.

 

Tra il XV e il XVIII secolo si ebbe nuovamente una piccola era glaciale.

 

A testimoniarcelo numerosi dipinti che raffigurano gelidi paesaggi invernali.

 

Cacciatori nella neve - 1565 Pieter Brueghel

 

Ecco un'altra interessante immagine che raffigura l’ andamento del clima negli ultimi 150 anni:

 

 

 

Ma questo ancora non basta per i nostri "viaggi nella storia".

 

Se facciamo delle ricerche mirate dobbiamo sapere non solamente cosa è avvenuto in una determinata località ma anche in quali giorni dell’ anno è avvenuto.

 

Questo ci permetterà di guardare il terreno con occhi diversi.

 

Soprattutto se cercheremo tracce di accampamenti o bivacchi militari dovremo individuare quelle zone meglio riparate dal freddo se i fatti sono accaduti nella stagione invernale. Al contrario cercheremo zone dove i militari potevano trovare sollievo dalla calura se i fatti sono accaduti nella stagione estiva.

 

 

Concludendo sono tre le domande che dobbiamo sempre farci:

 

  • L’ esposizione è favorevole ad un accampamento, bivacco od altro?
  • Quando sono successi i fatti le condizioni climatiche quali erano?
  • Quando é accaduto ciò di cui cerchiamo traccia?