"..’na bèla eredità dü mansción .." (E. Zuccato )
Poco si sa sull’ origine dei gemelli. Prima della loro comparsa e di quella dei bottoni per unire i lembi delle vesti si usavano cinghie, lacci e spilli.
A differenza dei bottoni che comparvero, anche se solamente come decorazione delle vesti, intorno al XIII secolo per vedere i primi "bottoni di manica" dobbiamo attendere il XV-XVI secolo.
Si trattava di due bottoni tenuti insieme da una maglia a catena. Potevano essere in oro, argento o ottone. Alcuni erano incisi forse anche a testimoniare particolari eventi come incoronazioni o più semplicemente nascite e matrimoni.
Gemelli da polso in argento per commemorare le nozze di Re Carlo II nel 1662.
Alcuni, quelli più preziosi in oro o argento, potevano essere ulteriormente impreziositi con diamanti o pietre preziose.
Nel XVIII secolo i gioiellieri inglesi utilizzarono anche la pasta di vetro in sostituzione delle pietre preziose.
La moda del “bottone di manica” nel XVIII secolo si estese anche alla Francia. Fu lì che per la prima volta si utilizzò il termine "gemello da polso".
Esso rimase per lungo tempo appannaggio delle classi più ricche. Fu solamente con la produzione industriale che il costo dei gemelli si ridusse considerevolmente permettendone l’ utilizzo anche alle classi meno abbienti.
Ai giorni nostri i gemelli da polso sono associati prevalentemente all’ abito da cerimonie e questo ne ha fatto diminuire moltissimo l’ utilizzo.
