Sembra facile!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se improvvisamente per una guerra, un cataclisma ci trovassimo nelle condizioni di dover accendere un fuoco, senza avere a disposizione fiammiferi o altro, sarebbe un problema.

 

Quello che nel medioevo, ma ancora alla fine del XIX secolo, tutti sapevano fare con facilità noi non saremmo in grado di farlo.

 

Accendere un fuoco utilizzando un acciarino sembra un operazione semplice. Ma in realtà è molto complessa.

 

Cosa serve?

Poche cose tutte di facile reperimento:

acciarino, pietra focaia, esche e foglie secche.

 

L' acciarino, pare fosse già usato in epoca romana, è uno strumento in acciao costruito dal fabbro.

Esso veniva battuto su una pietra adatta ( selce, quarzite... ) per produrre scintille che avrebbero permesso la combustione dell' esca.

 

Le esche erano due. La prima era lino carbonizzato o fungo essiccato ( solitamente di pioppo ).

La seconda era costituita da fibre di canapa.

 

La prima esca veniva tenuta a contatto con la selce. Quando cominciava ad infiammarsi veniva inserita nelle fibre di canapa. Soffiando sulle stesse si favoriva la combustione.

Una volta ottenuta la fiamma l' esca veniva inserita nei materiali infiammabili che avevano a disposizione (foglie secche, rametti, ecc.).

 

Sembra tutto molto facile.

 

Ma pensiamo di dover svolgere questa operazione in inverno in un bosco umido. Magari ha appena piovuto o sta per piovere.

 

Circa 25 anni fa ho partecipato a uno dei primi corsi di soppravvivenza organizzato da Jacek E. Palkiewicz in Trentino.

 

Il primo giorno, dopo una breve introduzione all' uso di carta e bussola, ci hanno dato le coordinate del posto dove avremmo "pernottato".

Ci siamo diretti ciascuno verso il punto assegnato.

I compiti erano sostanzialmente due individuare il punto preciso e accendere il fuoco.

 

Non ero ancora arrivato sul posto che cominciò a piovere.

E continuò tutta la notte!

Non riuscii ovviamente ad accendere il fuoco.

Nessuno dei partecipanti riuscì a farlo, pur avendo fiammiferi in abbondanza.

 

Figuriamo con acciarino e pietra focaia!