Col de Braus, un passo avanti ed uno indietro
Questi quattro mesi di guerra rendono perfettamente l' idea di quello che definirei il gioco del gatto con il topo. Dove il gatto non è quello più grosso e più forte ma quello più piccolo e più debole e forse più intelligente.
I francesi erano riusciti a occupare la Savoia anche grazie all' indecisione del generale sardo Lazzary che non autorizzò i suoi ufficiali ad aprire il fuoco dal Chateau des Marches.
Anche Nizza fu persa perchè il generale De Courten credette che i francesi fossero ben 40.000 e spaventato decise di abbandonare la città.
In realtà erano circa 6.000.Si era trattato di una voce propagandista messa in giro dal generale francese Anselme.
All' occupazione di Nizza parteciparono poi non più di 2.500 francesi. Gli atri 3.500 erano rimasti bloccati, causa una tempesta, sull' altra sponda del fiume Varo.
Il coraggiosissimo e giovanissimo ( 82 anni! ) De Courten, una volta abbandonata Nizza, si ritirò al Col de Braus e a Sospel.
Ma vi rimase poco tempo.
Temendo di essere aggirato dai francesi, che nel frattempo avevano occupato L'Escarene, abbandonò la pur forte posizione ritirandosi alla Giandola ( Breil sur Roya ) protetta dal forte trinceramento del Col de Brouis.
Il generale francese Brunet entrava quindi a Sospel senza sparare un colpo. Subito fece trincerare i suoi uomini sul Col de Braus.
Saorge ( Victor de Cessole )
Pochi giorni dopo, il 16 ottobre, i francesi attaccarono il Col de Brouis. Ma questa volta furono respinti dal Reggimento Lombardia che lo difendeva.
Il 18 ottobre una colonna francese, dopo aver saccheggiato Breil sur Roya si spinse fino a Saorge ma anche in questo caso fu respinta dai rinforzi accorsi dal Col de Brouis.
Col de Brouis ( Victor de Cessole )
Il 23 ottobre il generale Anselme cercò di aggirare il nemico occupando prima Oneglia e poi sorprendere i sardi attraversando il territorio genovese.
L' occupazione di Oneglia gli riuscì ma, dopo averla saccheggiata, dovette abbandonarla. Il rifiuto genovese al passaggio delle truppe per Ventimiglia gli fece infatti temere di ritrovarsi isolato dal grosso dell' esercito.
Dirottò quindi le sue truppe parte verso il villaggio di Sospel e parte tra L' Escarene e Levens causa i continui attacchi portati alle truppe francesi dagli abitanti di Belvedere, Lantosque e Levens.
Sulla sua decisione influì anche il tentativo del generale piemontese Saint' André, che aveva rilevato ( finalmente! ) de Courten, di riprendere Sospel ed il Col de Braus nella giornata del 22 ottobre.
L' attacco riuscì solo in parte causa anche l' arrivo in ritardo sul campo di battaglia di una delle colonne sarde.
Comunque il generale Brunet dovette abbandonare sia Sospel che il Col de Braus e ripiegare a L' Escarene.
Anche il successivo contrattacco del futuro maresciallo Masséna, rinforzato dalle truppe del generale Anselme di ritorno da Oneglia, non permise ai francesi di riprendere Sospel ma solamente il Col de Braus.
La campagna del 1792 si chiude, causa anche le abbondanti nevicate, con un ultimo attacco sardo al Col del Braus il 3 dicembre. Attacco che fu però respinto da Dagobert.
Curiosità
L' importanza militare del Col de Braus risulta evidente ancora 152 anni dopo.
Infatti nel settembre 1944 fu luogo di violenti scontri tra i tedeschi e gli americani.
Chi volesse approfondire questi avvenimenti può visitare questo sito:
http://www.normandy.it/Peiracava_2007.htm
Mappe
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Conclusioni
Nessuna difficoltà nel rintracciare i toponinimi.
La zona del Col de Braus è molto vasta. Diversi toponimi tutt' intorno riportano il nome Braus: Cime du Grand Braus, Cime du Petit Braus, Caire de Braus.
Sarebbe interessante poter verificare sul campo quale fosse la zona occupata dai trinceramenti del XVIII secolo.
Molto più semplice sapere dove si trovavano i trinceramenti del Col de Brouis. Merito di un dipinto di Gius. Bagetti che raffigura proprio questo campo.
Purtroppo tutta la zona è stata manomessa.
In particolare negli anni 30 del secolo scorso quando sul vicino Monte Grosso venne approntata dalla Francia un opera della Linea Maginot (complesso di fortificazioni atto a difendere i confini francesi).

